Proposte per stabilizzare i mercati finanziari
Il mercato dei prestiti interbancari, sarebbe molto più sicuro e trasparente se vi fosse un sistema di monitoraggio in tempo reale di tutte le operazioni. Nel documento Presento una soluzione per arrivare ad avere, in modo relativamente semplice, un sistema di sorveglianza del mercato interbancario. Questo sistema permetterebbe di prevedere delle crisi e darebbe la possibilità, in caso di insolvibilità di una banca, di intervenire in modo più mirato, evitando effetti a catena che destabilizzano l’intero sistema finanziario e l’economia.
Desidero contemporaneamente mettere in evidenza che ci sono molti altri elementi che concorrono a rendere instabile il sistema finanziario e sui quali è importante agire. Nel documento presento una serie di riflessioni su altri interventi e approcci che potrebbero contribuire a stabilizzare i mercati finanziari.
Polo innovazione ferroviaria
Nella prima metà del 2008 ho avuto il piacere di dare il mio aiuto a Stefan Krebser, per preparare un documento sull'innovazione ferroviaria.
Stefan Krebser, che si occupa da anni di traffico ferroviario, propone un nuovo approccio per incrementare il trasporto merci su ferrovia.
Ritengo che il suo modo di affrontare il problema sia l'unico in grado di rendere competitivo il trasporto merci su ferrovia e arrivare finalmente a scaricare l'ambiente dal notevole impatto causato dal trasporto su strada.
Confederazione: manipolazioni contabili
La questione della trasparenza dei conti è emersa in modo pressante in ambito privato, ma il problema esiste anche in quello pubblico. Questo fenomeno, finora rimasto inesplorato, è stato oggetto di un'attenta ricerca che ha evidenziato l'esistenza di macroscopiche manipolazioni contabili durante gli anni 1999/2002.
Rapporti
Elenco completo
- Lettera ai neoeletti Consiglieri federali
(15 gennaio 2004, 1 pagina pdf)
- Il Consiglio federale continua a fornire informazioni fuorvianti
(22 settembre 2003)
- Risposta dei servizi del Parlamento
(10 luglio 2003, 1 pagina pdf)
- Risposta Ufficio federale di statistica
(26 giugno 2003, xx pagine pdf)
- Lettera alle autorità federali
(10 giugno 2003, 1 pagina pdf)
- Manipolazioni e carenze contabili nei conti della Confederazione
(6 giugno 2003, 17 pagine pdf)
- Convocazione conferenza stampa per il 3 giugno 2003
(28 maggio 2003, 1 pagina pdf)
- Risposta Controllo federale delle finanze
(29 aprile 2003, 4 pagine pdf)
- Lettera al Controllo federale delle finanze
(7 aprile 2003, 1 pagine pdf)
- Manipolazioni e carenze contabili nei conti della Confederazione
(2 aprile 2003, 13 pagine pdf)
- Risposta Ufficio federale di statistica
(10 marzo 2003, 1 pagina pdf)
- Risposta Banca nazionale svizzera
(12 marzo 2003, 1 pagina pdf)
- Risposta Controllo federale delle finanze
(allegati)
(1 marzo 2003, 4 pagine pdf)
- Lettera al Controllo federale delle finanze
(19 febbraio 2003, 1 pagina pdf)
- Lettera al Controllo federale delle finanze
(13 febbraio 2003, 1 pagina pdf)
- Lettera all'Ufficio federale di statistica
(13 febbraio 2003, 1 pagina pdf)
- Lettera alla Banca nazionale svizzera
(13 febbraio 2003, 1 pagina pdf)
- Approfondimento Manipolazioni contabili
(10 febbraio 2003, 9 pagine pdf)
- Estratto indice
"Falso in bilancio e frodi contabili" edizioni FAQ di Daniele Balducci e Sandra Ceccaroni
(Manipolazioni contabili - capitolo 22, 1 pagina pdf)
Dati fuorvianti
Il Consiglio federale continua a presentare dati sui conti pubblici sbagliati e fuorvianti. In risposta a un'interpellanza della deputata Simoneschi Cortesi e altri cofirmatari (fra cui Abate, Cavalli, Pedrina, Robbiani), vedi CdT di sabato 22 settembre 2003, il Consiglio federale ha indicato che la Svizzera rispetta i parametri di Mastrich. Dai dati contenuti nei rapporti del revisore dei conti della Confederazione, ripresi in un mio studio sui conti pubblici (disponibile gratuitamente all'indirizzo www.utile.ch), risulta chiaramente che i conti della Confederazione non mostrano la reale situazione finanziaria. Il patto di stabilità europeo (detto anche di Mastrich) prevede che le nazioni presentino i conti in maniera uniforme e vi è un comitato (Ecofin) che veglia sul rispetto dei principi contabili.
La Svizzera non prepara i propri conti secondo le regole europee; inoltre il parlamento federale, come ha rilevato l'ufficio di revisione (Controllo federale delle finanze), ha adottato norme che contrastano con i principi della contabilità. In un periodo di 4 anni (dal 1999 al 2002) sono state nascoste spese per importi superiori ai 29 miliardi di franchi. Decine di miliardi di franchi di impegni per le casse pensioni pubbliche non sono ancora state registrate. La contabilità della Confederazione è corretta da un punto di vista giuridico ma è sbagliata da un punto di vista contabile. Prima di effettuare un confronto con i dati europei ci si dovrebbe assicurare d'avere dati effettivamente comparabili. Se si correggono le diverse posizioni, che la Delegazione delle finanze definisce testualmente "prassi di abbellimento della contabilità", si rileva che certi parametri di convergenza europei non sono rispettati e che le ripartizioni all'interno del conto economico (personale, socialità, costruzioni, ecc.), che servono di questi tempi a decidere i risparmi, cambiano in modo rilevante.
Le conseguenze delle manipolazioni contabili riscontrate in ambito privato (Swissair, ABB, Rentenastalt) dovrebbero insegnare qualcosa. È purtroppo inevitabile che, partendo da dati sbagliati, si arrivi a decisioni sbagliate. Se, per esempio, la Confederazione avesse presentato dei conti consolidati (simili a quelli prescritti alle ditte) si sarebbe visto che talune ristrutturazioni delle ex regie federali (Poste, FFS, Swisscom), invece che utili, hanno causato un raddoppio dei costi a carico della Confederazione. Nei media si comincia a rilevare un maggiore spirito critico verso i dati ufficiali presentati. Non resta che augurarsi che coloro che ci governano possano presto iniziare a prendere decisioni sulla scorta di informazioni complete e veritiere.
Domenico Zucchetti
lic. iur.
Massagno
22 settembre 2003
Swissair
Crediti Swissair
Nel mese di ottobre 2001 la flotta Swissair è rimasta bloccata al suolo per 2 giorni. Il Consiglio federale ha disposto, in tempi molto brevi, crediti per Fr. 2 miliardi. Questi avvenimenti sono stati ricostruiti e analizzati in dettaglio.
Presentazione
Studio:
"Valutazione degli aspetti giuridici e istituzionali in relazione all'approvazione, da parte della Confederazione, nell'ottobre 2001, dei crediti per la costituzione di una nuova compagnia aerea Svizzera" (64 pagine pdf, 262KB)
A seguito della nota vicenda "Swissair" la Confederazione ha disposto nell'ottobre 2001 crediti per oltre Fr. 2 Mia. Si è voluto analizzare tale intervento negli aspetti giuridici e istituzionali.
In particolare:
- Vi era una base legale sufficiente per concedere i finanziamenti?
- Il Consiglio federale e la Delegazione finanze avevano la competenza per accordare i finanziamenti in via definitiva?
- Il Consiglio federale aveva la competenza per regolare certe importanti questioni.
- Le decisioni del Consiglio Federale e della Delegazione finanze sono state prese con la dovuta obiettività?
- È stato giusto escludere la possibilità di un referendum?
- Quale sarebbe stata eventualmente la procedura corretta?
- Vi sono eventuali responsabilità?
- Sono rimaste questioni in sospeso?
Nello studio di 65 pagine, sono stati catalogati e riassunti i fatti essenziali della vicenda. I diversi aspetti sono stati successivamente analizzati da un punto di vista giuridico e istituzionale. Si tratta di un lavoro di ricerca personale, senza l'ambizione del rigore scientifico. L'autore, Domenico Zucchetti (Massagno), ha una formazione di contabile, possiede una laurea in legge all'università di San Gallo. È stato membro di direzione di un importante istituto bancario con responsabilità nel settore crediti. Da 10 anni dirige una società di sviluppo software attiva a livello internazionale.
Si spera che il contenuto del documento aiuti a chiarire alcune questioni della complessa vicenda "Swissair".
In base a quanto rilevato appare legittimo ritenere che il modo di procedere non sia stato conforme alla Costituzione.
Da un punto di vista aziendale appariva inoltre corretto e utile che il Consiglio federale subordinasse la concessione dei crediti a una verifica di dettaglio e all'approvazione da parte delle Camere federali.
L'emozione e l'ansia che hanno fatto seguito agli avvenimenti dell'11 settembre 2001 e agli imminenti interventi militari hanno certamente influito sulla vicenda. Da un profilo umano sembra opportuno astenersi da una valutazione dei comportamenti delle singole persone.
Nella decisione di procedere con urgenza, sembrerebbe comunque che abbiano pesato in modo determinante gli interessi di gruppi privati. Alcune influenze da parte del Credit Suisse potrebbero, dopo opportuni approfondimenti, ritenersi non appropriate alla situazione. Sarebbe in questo caso ipotizzabile una responsabilità verso la Confederazione.
Si è rilevato che molte questioni sono rimaste in sospeso.
- Appare necessario un chiarimento di certe situazioni che riguardavano persone con doveri verso la Confederazione.
- Sembra opportuno affrontare le questioni relative alle responsabilità con un approccio pragmatico.
- La Confederazione ha effettuato un investimento azionario di Fr. 600 Mio. Questa partecipazione mette i Dipartimenti in una situazione di possibile conflitto di interesse. Appare necessario che la Confederazione si doti di una struttura indipendente e professionale che assicuri una corretta gestione delle partecipazioni statali.
L'Assemblea federale dovrebbe intervenire onde regolamentare le importanti questioni sospese.
Lugano/Massagno 7 marzo 2002
Ufficio delle partecipazioni statali
La crisi finanziaria ed economica sta costringendo diverse nazioni a ricapitalizzare banche e aziende.
Con l’acquisizione delle partecipazioni, per lo stato sorge una situazione di conflitto di interesse fra il ruolo di azionista e quello di legislatore, regolatore, controllore e garante del libero mercato.
Lo Stato, o la persona che ha assunto la responsabilità politica di un investimento, potrebbe volere creare condizioni di favore per le proprie ditte e penalizzare i diretti concorrenti (magari ditte estere).
Per inverso questa situazione potrebbe penalizzare le ditte partecipate in quanto, per evitare sospetti, lo Stato, in quanto azionista, potrebbe non prendere decisioni favorevoli all’azienda.
La Confederazione è l’azionista principale della FFS SA (quota federale 100%), di Skyguide (oltre il 99%), della Swisscom SA (almeno il 50%) nonché unica proprietaria della Posta, che è un ente di diritto pubblico. La Segreteria generale del DATEC assolve i compiti della proprietaria in collaborazione con l’Amministrazione federale delle finanze nel caso della Posta, delle FFS e di Swisscom e con il DDPS nel caso di Skyguide. Per queste mansioni è competente lo Stato maggiore di direzione/Imprese pubbliche e miste della Segreteria generale del DATEC.
Il Dipartimento delle Finanze è diventato competente per l’amministrazione del prestito di Fr. 6 Mia. concesso a UBS e anche delle azioni nel caso di conversione.
Una situazione di palese conflitto di interesse, giuridico e morale, si era evidenziata al momento del fallimento di Swissair. A quel tempo la Confederazione era rappresentata nel consiglio amministrazione di Swissair pur essendo azionista con circa il 2%. Dopo il crack Swissair l’organizzazione delle partecipazioni statali è stata riveduta. La responsabilità della gestione delle partecipazioni, pur rimanendo nell’ambito dei dipartimenti, è stata affidata a persone senza compiti operativi.
Le segreterie dei Dipartimenti cercano di tenere un’equidistanza, ma evidentemente esiste comunque un importante coinvolgimento. I problemi, per i funzionari e i capi dipartimento, si pongono sia quando devono prendere decisioni di carattere generale, sia quando devono cercare di amministrare al meglio la partecipazione nelle aziende.
La situazione non appare delle migliori se si pensa alla delicatezza del caso UBS sia per le questioni finanziarie che per i risvolti politici, giuridici e morali (segreto bancario, rapporti con altri Stati).
La crisi economica è appena agli inizi ed è possibile che la Confederazione si trovi costretta a intervenire a salvare altre società o settori economici. La struttura attuale mette a rischio sia il lavoro dei dipartimenti che la gestione delle società partecipate. Se si vuole essere preparati al meglio per affrontare la crisi è indispensabile che la Confederazione crei un’organizzazione per la gestione delle partecipazioni, più flessibile e meglio attrezzata.
Si potrebbe creare un ufficio per la gestione delle partecipazioni statali, completamente autonomo dai dipartimenti. Quest’ufficio avrebbe il compito di gestire e amministrare al meglio le partecipazioni statali, presenziare alle assemblee e tenere contatti con altri azionisti e finanziatori. L’ufficio dovrebbe pure elaborare le linee strategiche, indicare i nomi dei consiglieri di amministrazione da sottoporre al Consiglio federale per l’approvazione e la nomina.
Si può ipotizzare che il direttore dell’ufficio sia nominato direttamente dall’Assemblea federale, con facoltà di partecipare, senza diritto di voto, alle discussioni del Consiglio federale, sui temi specifici della gestione delle partecipazioni.
Domenico Zucchetti
2 marzo 2009
Verso un Ticino di 12 comuni
Progetto di aggregazioni comunali basato su un ripensamento istituzionale.
Scarica documento pdf (18 pag.)

Il Ticino diviso in 12 comuni
Con il tempo vorrei approfondire e migliorare certi punti del documento.
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