Cort der preda un' esperienza di vera vita

BUON NATALE!!!!!!!!!!

1980 CORT DER PREDA; UN ESPERIENZA DI VITA VERA

 

Erano le otto,i preparativi erano terminati,quando Gabriele arrivò a prendermi a Gerra ero pronto anima e corpo ad intraprendere questa per me nuova avventura,ovvero un esperienza di vita su un monte della Verzasca.
quando siamo arrivati a Frasco abbiamo dovuto attendere un. po’ prima che arrivasse l’elicottero:mentre aspettavo mi veniva in mente
l’incidente che era capitato a un elicottero sopra a Lodrino. Nonostante fosse statisticamente impossibile che si verificassero due incidenti in cosi poco tempo e spazio non ero per nulla tranquillo.
Avevo deciso di scattare una bella foto dall’alto ma, appena mi sono sentito staccare dal elemento più congeniale ai miei piedi,me ne é passata la voglia,senza volerlo ero tutto teso a rimanere in vita.
L’ultima cosa che vidi fu il cappello di Fiorente che se ne era volato via. Il volo durò non più di quattro minuti,ma a me sembrarono di
più .E’un po’ difficile spiegare cosa si prova quando si é in balia della meccanica,provate a pensare che siete a trecento metri da terra e che non potete fare nulla se a quel mostro abortito dal progresso dovesse capitare qualcosa,siete presi da un grande senso di impotenza e se poi pensate un attimo alla tremenda beffa di essere uccisi da una macchina sono sicuro che rifletterete un attimo prima. di abbandonare la terra con i piedi.
L’atterraggio per me non fu molto migliore del volo a parte il fatto di ritornare a terra.
Quando fummo sopra le case del monte,mi sporsi per dare un occhiata dall’alto e la prima persona che vidi fu la signora Francesca,la moglie di Ugo. Appena sceso dal elicottero dovetti sedermi,un po’ per l’emozione del primo volo e un po’ per lo sbalzo di altitudine non riuscivo più a reggermi in piedi. Eravamo atterrati su di un piccolo spiazzo situato a valle delle case,ci vennero in contro le due zie di Gabriele che erano salite giorni addietro ad aiutarlo un po’ nei lavori alpestri seguite da Massimo Francesca e Emi il cane, erano sporchi e felici per il nostro arrivo.

Dopo averci salutati ci dissero di salire a bere il caffè che avevano avuto la simpatica idea di prepararci e mentre stavamo facendo colazione,i bambini ci raccontarono tutti eccitati che avevano dovuto rifugiarsi in cantina per sfuggire ai nuvolone di polvere sollevato dall’elica del elicottero,infatti notai che alcune pentole erano state sparse sul prato sotto casa e che sia l’interno della casa e la camera erano piene di terra. Di li a poco arrivò anche Ugo.
Ugo é un operaio delle FFS che abita poco lontano da dove stavamo noi,anche lui ha riattato una cascina ma la usa solo per il fine settimana. Ero seduto alla tavola di pietra davanti alla stalla,che del resto é l’unico tavolo che c’é lassù infatti mangiavamo sempre all’aperto. Guardando un po’ in giro, notai che il posto era veramente bello, c’erano,la stalla con davanti un enorme ciliegio sicuramente vecchissimo. La casa, molto piccola ma, estremamente funzionale, principalmente Gabriele la usava come caseificio: L’anno precedente, lui e suo padre l’avevano riattata,innanzitutto avevano dovuto rifare il pavimento che aveva ceduto completamente,in seguito ricostruirono il caminetto. E così, ora ci si può stare di nuovo e anche piuttosto comodamente specialmente quando piove. La stalla funge da ripostiglio. Gabriele mi ha spiegato perché,secondo lui le bestie devono nel limite del possibile rimanere in libertà, perché ciò é più confacente alla loro dignità di animali, inoltre secondo Gabriele,se vogliamo imparare a rispettare la dignità altrui e se vogliamo sperare che la nostra dignità sia rispettata dobbiamo innanzitutto rispettare quella degli animali o perlomeno prendere coscienza del fatto che anche loro ce l’hanno.
I terreni da pascolo sono molto vasti. Un tempo su questi pascoli venivano fatte pascolare trecento capre e una cinquantina di mucche,quindi l’erba é senz’altro sufficiente per le quindici capre e le due mucche di Gabriele che, del resto, ha deciso di aumentare il numero delle bestie a cominciare dal prossimo anno. “Al Monte”, ci sono ancora diverse stalle e case ma, la maggior parte purtroppo sono in rovina a causa dell’inettitudine della gente  che le abitava. Questa gente ha cercato altrove ciò che già aveva, vale a dire indipendenza libertà e benessere (inteso come stare bene)abbandonando queste case, che ora crollano, a testimonianza di una cultura che stiamo perdendo. Per cercare di salvare ci che rimane delle nostre tradizioni, dal prossimo anno con l’aiuto di alcuni amici intendiamo potenziare e migliorare questa esperienza che io definisco di “ritorno alla vita”. Abbiamo intenzione di tenere dei corsi sui sistemi di lavoro di un tempo,ad esempio corsi di filatura della lana,di casearia e anche su come si faceva il pane ai tempi dei nostri padri ma, soprattutto, intendiamo aiutare quelli che verranno quassù a vivere una vita più vera nonché - più libera e priva di condizionamenti di sorta,ed é a questo proposito che Gabriele ha iniziato i lavori di restauro di una stalla che si trova poco lontano da casa e che fungerà da dormitorio e da refettorio.
La zona ove si trova il Monte é
una zona molto soleggiata, lassù il sole spunta alle sette e tramonta dopo le otto di sera!  È per questa ragione che Gabi ha deciso di servirsi del sole per produrre energia installando un impianto ad energia solare,che é sufficiente a far funzionare,sette lampadine una rice-trassmittente e una radio.
Ciò che c’é di più vero in questo sistema di produrre energia,é il lato democratico e di indipendenza. Il sole é di tutti (o di nessuno) e quindi lo si può sfruttare senza dover pagare nessuna tassa a nessuna benemerita (si fa per dire) Compagnia.
 
L’ambiente famigliare veramente eccellente che ho trovato qui al Monte si é creato per il sommarsi di diversi fattori positivi. Innanzitutto la grande pace che regna in questo paradiso ti impedisce letteralmente di arrabbiarti o di prendertela per qualcosa o a causa di qualcuno. Poi, la perfetta libertà di cui si gode e non da ultimo il fatto di aver volontariamente perso il senso dei tempo, in quanto che, se si vuol essere veramente liberi, la prima cosa da fare é liberarsi del condizionamento esercitato su di noi dagli orari,di conseguenza, abbiamo abolito gli orologi, ci si alza quando si ha voglia(o quasi)si mangia quando si ha fame e non quando é ora e si va a dormire solo quando si ha sonno.
Quelli che più approfittano di questo sistema sono i bambini, qua non c’è nessuno che dice loro;”non sporcarti” fa attenzione”, “lavati le mani” ecc. ecc. al punto che ai bambini diventa estremamente facile realizzarsi pienamente,inoltre essi per il fatto che si da loro grandi possibilità di scelta si responsabilizzano al punto che si scelgono dei. doveri,come ad esempio Arianna.
Arianna é la sorellina di Gabi,ha dieci anni ed é una bambina molto interessante dal profilo psicologico, ha un particolare bisogno di affetto (quasi fuori dalla norma)anche se a prima vista non sembra,perché essendo una bimba orgogliosa non lo da a vedere e preferisce soffrire in silenzio e i suoi tentativi per farsi volere più bene sono molto commoventi e riusciti.
Ad esempio, Arianna cerca sempre di rendersi utile e qualsiasi cosa le si chieda di fare lei la fa volentieri (con ciò non voglio dire che sia servizievole), penso proprio che Arianna ha scelto il sistema migliore, dare per avere. Durante il periodo in cui sono rimasto a Cort der Preda ho potuto osservare il comportamento dei bambini e così oltre che mettere in pratica alcune cose che avevo letto ho potuto dare sfogo alla mia grande passione, la psicologia del bambino. Ho potuto constatare che una maggiori gratificazione per i bambini è l’ esibizionismo, che é anche una maniera di esteriorizzarsi e di essere liberi, ma naturalmente, il movente principale é i1 piacere che ne traggono.

 

Le mie maggiori difficoltà nei rapporti con le persone erano causate soprattutto dal atteggiamento di queste nei miei confronti, la loro inclinazione a sottovalutare le mie possibilità li metteva su un piano di superiorità e di conseguenza ritenevano che era perfettamente inutile avviare un dialogo con me (lo fanno tuttora) e io da parte mia non mi abbassavo a regalare parole a gente che pensa cosi. Questa situazione non è cambiata di molto a parte il fatto che non me la prendo più. dal sentimento di “contro-superiorità” sono passato ai sentimento di compassione verso queste persone, arrivo perfino a comprenderle certe volte.
Ciò che mi ha permesso di superare in parte questi miei problemi, sono state alcune cose che mi sono capitate al Monte e che a prima vista sembrano senza importanza. La prima cosa è stata, il comportamento del tutto insolito per me dei bambini nei miei confronti, ovvero il fatto che mi hanno accettato come un uomo ”normale”
, ciò mi ha aiutato a considerare me stesso sotto un’altra luce. Lo scoprire gente che ha bisogno di me mi ha molto arricchito, il fatto che la piccola Francesca avesse bisogno del mio affetto e della mia protezione mi ha fatto scoprire nuovi sentimenti, l’esempio più lampante di questo suo “bisogno di me” me lo ha dato quel giorno che c’era il temporale Francesca era rimasta casualmente sola in casa, un po’ per la paura del temporale un po’ per il senso di abbandono che l’aveva presa, si mise a piangere e solo quando mi ,vide tornare smise, mi disse che se fossi stato li durante il temporale non avrebbe pianto. Forse vedeva in me una specie di padre di riserva dato che non ha più il suo? Anche Massimo é un bambino interessante, pieno di fantasia e affettuoso,ho notato in lui una certa inclinazione a cercare il contatto fisico,
Quando pioveva stavamo molto tempo in camera a leggere o a raccontarci barzellette, io non ne raccontavo molte perché le uniche che conoscevo non erano adatte ai bambini, o perlomeno non a tutti perché ad esempio quelle che raccontava Arianna lo erano ancor meno, ma lei naturalmente non era ai bambini che le raccontava, ma a me, era uno spasso starla a guardare, ci metteva una tale carica emotiva e un forte desiderio di dimostrare che la sapeva lunga, poi quando i bambini le chiedevano delle spiegazioni lei diceva loro con tono di superiorità, “siete troppo piccoli, capirete anche voi un giorno”. Non finirò probabilmente mai di parlare della sensibilità di Arianna, prenderò un paio di esempi(forse i più importanti) uno dei primi giorni che ero lassù, mentre stava apparecchiando la tavola le feci notare che la tazzina che mi aveva dato non mi andava bene, da quei giorno mi diede una tazzina più confacente, ma naturalmente non é questa la cosa più importante, ma bensì il fatto che se ne ricordava, pensava a me, si preoccupava per farmi un piacere, poi quando alla tazzina si ruppe il manico non voleva più darmela perché ero l’unico ad avere una tazzina rotta. C’é stata un’altra scena fantastica. Un giorno Arianna ha dato uno schiaffo a Francesca e subito dopo venne a sdraiarsi nel letto vicino a me, la guardai, si capiva che stava rimuginando se aveva fatto bene o male a dare uno schiaffo a una bambina che l’aveva fatta arrabbiare. Dapprima era sicura di avere ragione, ma poi, piano, piano, vidi nei suoi occhi una lenta mutazione fino al pentimento, fu uno spettacolo difficile da spiegare ma stupendo.
Infine, la sua reticenza a farsi fotografare, comprensibile, aveva capito che volevo immortalare (rubare) la sua spontaneità.  Grazie
Arianna.

 

A1cuni giorni dopo il mio arrivo, ci raggiunse Roberto. Abbiamo discusso molto, specialmente sulle possibilità di sopravvivenza in questa società che si sta deteriorando ma,  in special modo abbiamo discusso di ciò che era gia stato fatto per sensibilizzare la gente,sui problemi della politica energetica. Da Roberto ho potuto imparare alcune cose sulle piante.

 
Il periodo più costruttivo è stato quello trascorso con Juerg e Manuela, due persone come piacciono a me, vale a dire, senza pregiudizi molto impegnati che amano la vita.
Manuela é una donna stupenda in tutti i sensi, spontanea e allegra, di quel allegria naturale “viva” che ti trascina, molte volte mi capitò di ridere solo perché rideva lei.
Juerg é un tipo in gamba, sa essere molto spiritoso pur rimanendo serio, e viceversa. La sera, dato che c’era un buon eco e per scaricarci un po’, facevamo a chi urlava “meglio”. Quel giorno che arrivarono quei dei turisti friborghesi é stato sicuramente il giorno più divertente. Juerg e Gabi vedendoli arrivare decisero di choccarli. Appena gli ospiti si furono seduti a tavola, misero in atto la scena (già ampiamente collaudata) dei due scimmioni, per poco non si misero a correre per mettersi in salvo da questa strane gente, da buoni professori! (

Quella domenica erano arrivati degli amici di Gabi. Avevano trovato un uccellino che era caduto dal nido. Ci mettemmo al opera al fine di salvargli la vita, era piuttosto malconcio e doveva sicuramente avere molta fame, cosi seguendo alla lettera i consigli di
K. Lorenz gli abbiamo costruito un nido aperto soltanto sul lato anteriore, poi gli abbiamo dato della mortadella servendoci di un pezzetto di legno aguzzo e badando a che i pezzettini giungano direttamente nello stomaco, esattamente come fanno gli uccelli con i loro piccoli. Ci siamo dati molto da fare e non poteva essere diversamente dato che a quel età gli uccelli mangiano sette volte al giorno, ma il giorno dopo l’uccellino era morto di indigestione!

 

vorrei parlarvi un po’ di Ugo. Lassù lo vedevo spesso perché veniva tutti i giorni a prendere i] latte da noi,
Gabi glielo dava molto volentieri anche per il fatto che Ugo lo aveva aiutato molto lassù. Una volta ci ha detto che a lui piaceva molto di più fare qualche piccolo lavoretto per lui o per gente che conosce diceva, che c’é più soddisfazione, non é come il lavoro alla stazione.
Quando carichi un vagone, ci ha detto e poi quello se ne va, e non puoi neanche renderti conto del lavoro che hai fatto, invece la finestra qui, é li, la puoi vedere e la puoi toccare é tutta un altra cosa.
Quando seppi che sarebbe arrivato il padre di Gabi, cominciai a preoccuparmi, mi venivano in mente le altre volte che lo avevo incontrato. mi dava un po’ fastidio il suo modo di fare eccessivamente compassionevole, quindi mi ero predisposto alla sopportazione ma, invece si comporto in maniera quasi normale, sicuramente comportandosi così mi facilitò molto le cose. Si può instaurare facilmente un rapporto da pari a pari, però bisogna anche dire che il suo comportamento non era naturale e ciò é molto negativo, poi però man mano che il tempo passava cominciò ad abituarsi a considerarmi come un qualsiasi altro ragazzo, ciò conferma la mia teoria che per essere considerati bisogna farsi considerare e per essere amati bisogna farsi amare, bisogna far violenza al prossimo affinché ci accetti.
Anche Sandro (il fratello di Gabi)aveva una parte molto importante nelle attività del Monte. Saliva qui al Monte con delle provviste tre volte alla settimana, aiutava il Gabi a mungere le bestie poi ritornava al piano perché altrimenti non faceva in tempo a andare ai lavoro l’indomani.

 
  Quando arrivò il giorno della partenza,ero piuttosto triste.
Quella mattina presi un po’ in giro Arianna dicendole “ti prego non piangere quando me ne andrò”
Al che lei mi rispose “che scemo che sei”, però quando me ne andai mi sembrava un po’ triste, se
é così ne sono felice.
Una delle cose che mi mancheranno di più é l’aspetto comunitario dell’ esperienza.
Normalmente quando si conosce una persona ci vuole un po’ di tempo a abituarsi a stare insieme, invece trovo che qui il problema non esista. Nelle due settimane in cui sono stato qui sono arrivate molte persone, a parte il primissimo impatto, tutto procede molto facilmente e in pochi minuti si riesce ad instaurare un rapporto di perfetta comunione, per la prima volta nella mia vita mi é capitato di dover dormire, mangiare e parlare con persone  che non conoscevo. La cosa che senza dubbio mi ha più impressionato e anche divertito di più é il fatto dormire tutti insieme (praticamente nello stesso letto) ciò ha risvegliato in me il “senso del branco”.

Siamo scesi a piedi, siccome avevamo deciso di dormire all’aperto, siamo partiti un po’ tardi e quando siamo giunti al ruscello era ormai notte una notte stupenda.
Il cielo era pieno di stelle, c’era la luna che illuminava a giorno il bosco intorno a noi, si sentiva il rumore dell’acqua del ruscello li vicino il mondo visto da lì era stupendo, vero. Non si riusciva a dormire e così discorremmo tutta la notte.


La mattina seguente con nostro grande stupore i nostri amati genitori ci avevano preparato il “comitato di ricevimento”. Il fatto di venirci in contro fino a metà strada è stata una precauzione inutile, superflua e, una mancanza di fiducia molto fastidiosa.

 
Con questa mia “impresa’ gliel’ho messo in quel posto a molta gente che non credeva nelle mie possibilità, e che diceva che ero pazzo.


Il prossimo anno ripeterò l’impresa sperando di
metterci molto meno tempo di quest’anno.

                                                    FINE