Dossier

Financial Market Stability Tax

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Documento in italiano "Financial Market Stability Tax" English translation  "Financial Market Stability Tax"

Nel documento "Financial Market Stability Tax", sono presentati dei ragionamenti in merito a una tassa per rendere più stabili i mercati finanziari.
L'idea è quella di una tassa che va a colpire quelle transazioni che creano instabilità e rischi supplementari per il mercato. 

Il documento analizza e mette in evidenza l'esistenza del "sistema circolatorio finanziario" e segnala la necessità che questo complesso che permette gli scambi a livello mondiale sia considerato e gestito come un'infrastruttura vitale, al pari della rete elettrica, di computer o quella ferroviaria. Ci devono essere regole che ne assicurano l'affidabilità e la continuità. Questo approccio è importante in quanto, a soffrire maggiormente per l'instabilità dei mercati finanziari sono le fasce di popolazione e i paesi più poveri del mondo. Come in un corpo, quando la circolazione si fa difficile, a risentire della mancanza di sangue sono le parti già malate o in situazione precaria. Stabilizzare i mercati finanziari è quindi un imperativo di giustizia.

Nel documento si propone di introdurre dei sistemi di monitoraggio dei prestiti interbancari. Grazie a moderni sistemi di gestione, in uso nei sistemi di reti per computer, elettricità, si possono anticipare le problematiche e intervenire più facilmente per trovare soluzioni. Gli interventi delle banche centrali per sostenere il sistema circolatorio finanziario, si potrebbero limitare notevolmente. 

Due anni or sono erano state formulate delle considerazioni. Nel frattempo alcune idee sono maturate ed evolute, e possono essere presentate in modo più organico e approfondito. 

The document "Financial Market Stability Tax” analyses some points about a tax aimed at making financial markets more stable.

In principle, such tax should be levied on the transactions that create instability and collateral risks for the market

The document highlights and examines the existence of the “financial circulation system”, focusing on the need for such a structure – that makes global exchanges possible – to be considered and managed like a vital infrastructure, as it goes for electric, information or railway networks. There must be rules to ensure its reliability and continuity. This approach is important, as financial market instability strikes harder on the poorest population groups and countries in the world. Like a body, when circulation becomes difficult, the organs that suffer the most from blood shortage are those already damaged or ill. Stabilising financial markets, thus, is a matter of basic justice.

The proposal of this essay is to introduce monitoring systems for inter-bank loans. Thanks to modern management systems used in computer or electric networks, problems can be anticipated, paving the way to early interventions aimed at solving them. Central bank involvement to maintain the financial circulation system could therefore be much more limited.

Two years ago some considerations were presented. In the meantime, a few more ideas have matured and evolved, and now can be presented in a more organic and in-depth way.

 

Il documento è stato portato all'attenzione di diverse organizzazioni che trattano questi temi, fra cui la presidenza del del G20 ('organizzazione che raggruppa le più importanti economie del mondo).

Alcune personalità hanno gentilmente accusato ricevuta, fra cui il presidente francese Nicholas Sarkosy, presidente di turno del G20 per il 2011 (lettera di ringraziamento per 'invio).

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risposta_sarkosy_23-12-2010.pdf125.91 KB

Proposte per stabilizzare i mercati finanziari (2008)

Il mercato dei prestiti interbancari, sarebbe molto più sicuro e trasparente se vi fosse un sistema di monitoraggio in tempo reale di tutte le operazioni. Nel documento Presento una soluzione per arrivare ad avere, in modo relativamente semplice, un sistema di sorveglianza del mercato interbancario. Questo sistema permetterebbe di prevedere delle crisi e darebbe la possibilità, in caso di insolvibilità di una banca, di intervenire in modo più mirato, evitando effetti a catena che destabilizzano l’intero sistema finanziario e l’economia.

Desidero contemporaneamente mettere in evidenza che ci sono molti altri elementi che concorrono a rendere instabile il sistema finanziario e sui quali è importante agire. Nel documento presento una serie di riflessioni su altri interventi e approcci che potrebbero contribuire a stabilizzare i mercati finanziari.

 

 

 

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Ufficio delle partecipazioni statali

La crisi finanziaria ed economica sta costringendo diverse nazioni a ricapitalizzare banche e aziende.
Con l’acquisizione delle partecipazioni, per lo stato sorge una situazione di conflitto di interesse fra il ruolo di azionista e quello di legislatore, regolatore,  controllore e garante del libero mercato.
Lo Stato, o la persona che ha assunto la responsabilità politica di un investimento, potrebbe volere creare condizioni di favore per le proprie ditte e penalizzare i diretti concorrenti (magari ditte estere). 
Per inverso questa situazione potrebbe penalizzare le ditte partecipate in quanto, per evitare sospetti, lo Stato, in quanto azionista, potrebbe non prendere decisioni favorevoli all’azienda.

La Confederazione è l’azionista principale della FFS SA (quota federale 100%), di Skyguide (oltre il 99%), della Swisscom SA (almeno il 50%) nonché unica proprietaria della Posta, che è un ente di diritto pubblico. La Segreteria generale del DATEC assolve i compiti della proprietaria in collaborazione con l’Amministrazione federale delle finanze nel caso della Posta, delle FFS e di Swisscom e con il DDPS nel caso di Skyguide. Per queste mansioni è competente lo Stato maggiore di direzione/Imprese pubbliche e miste della Segreteria generale del DATEC.
Il Dipartimento delle Finanze è diventato competente per l’amministrazione del prestito di Fr. 6 Mia. concesso a UBS e anche delle azioni nel caso di conversione.

Una situazione di palese conflitto di interesse, giuridico e morale, si era evidenziata al momento del fallimento di Swissair. A quel tempo la Confederazione era rappresentata nel consiglio amministrazione di Swissair pur essendo azionista con circa il 2%. Dopo il crack Swissair l’organizzazione delle partecipazioni statali è stata riveduta. La responsabilità della gestione delle partecipazioni, pur rimanendo nell’ambito dei dipartimenti, è stata affidata a persone senza compiti operativi.
Le segreterie dei Dipartimenti cercano di tenere un’equidistanza, ma evidentemente esiste comunque un importante coinvolgimento. I problemi, per i funzionari e i capi dipartimento, si pongono sia quando devono prendere decisioni di carattere generale, sia quando devono cercare di amministrare al meglio la partecipazione nelle aziende.

La situazione non appare delle migliori se si pensa alla delicatezza del caso UBS sia per le questioni finanziarie che per i risvolti  politici, giuridici e morali (segreto bancario, rapporti con altri Stati).
La crisi economica è appena agli inizi ed è possibile che la Confederazione si trovi costretta a intervenire a salvare altre società o settori economici. La struttura attuale mette a rischio sia il lavoro dei dipartimenti che la gestione delle società partecipate. Se si vuole essere preparati al meglio per affrontare la crisi è indispensabile che la Confederazione crei un’organizzazione per la gestione delle partecipazioni, più flessibile e meglio attrezzata

Si potrebbe creare un ufficio per la gestione delle partecipazioni statali, completamente autonomo dai dipartimenti. Quest’ufficio avrebbe il compito di gestire e amministrare al meglio le partecipazioni statali, presenziare alle assemblee e tenere contatti con altri azionisti e finanziatori. L’ufficio dovrebbe pure elaborare le linee strategiche, indicare i nomi dei consiglieri di amministrazione da sottoporre  al Consiglio federale per l’approvazione e la nomina. 
Si può ipotizzare che il direttore dell’ufficio sia nominato direttamente dall’Assemblea federale, con facoltà di partecipare, senza diritto di voto, alle discussioni del Consiglio federale, sui temi specifici della gestione delle partecipazioni.

Domenico Zucchetti
2 marzo 2009

Verso un Ticino di 12 comuni

Progetto di aggregazioni comunali basato su un ripensamento istituzionale.

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Immagine Ticino 12 comuni

Il Ticino diviso in 12 comuni

Con il tempo vorrei approfondire e migliorare certi punti del documento.

Sono benvenuti commenti, pf. usare il modulo di contatto: modulo di contatto

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Polo innovazione ferroviaria

Nella prima metà del 2008 ho avuto il piacere di dare il mio aiuto a Stefan Krebser, per preparare un documento sull'innovazione ferroviaria.

Stefan Krebser, che si occupa da anni di traffico ferroviario, propone un nuovo approccio per incrementare il trasporto merci su ferrovia.
Ritengo che il suo modo di affrontare il problema sia l'unico in grado di rendere competitivo il trasporto merci su ferrovia e arrivare finalmente a scaricare l'ambiente dal notevole impatto causato dal trasporto su strada.

 

 

Swisscom

Telecomunicazioni / Swisscom

La situazione nell'ambito del settore delle telecomunicazioni è stata analizzata a più riprese.
Qui di seguito si trova copia di alcuni studi e interventi sul tema.

  • Privatizzazione Swisscom: Quello che è importante sapere
    (15 febbraio 2006, 12 pagine pdf)
    Questo breve testo, che fa uso di esempi facili, dovrebbe permettere a tutti d’avere una visione più ampia e più comprensibile delle diverse questioni attinenti alla privatizzazione di Swisscom.
  • Studio: Quale futuro per Swisscom?
    (19/14 dicembre 2005, 10 pagine pdf)
    Privatizzazione o divisione in due comparti aziendali?
    Questo testo è superato dal successivo "Quello che importante sapere" .

Confederazione: manipolazioni contabili

La questione della trasparenza dei conti è emersa in modo pressante in ambito privato, ma il problema esiste anche in quello pubblico. Questo fenomeno, finora rimasto inesplorato, è stato oggetto di un'attenta ricerca che ha evidenziato l'esistenza di macroscopiche manipolazioni contabili durante gli anni 1999/2002.

Rapporti

Elenco completo

Dati fuorvianti

Il Consiglio federale continua a presentare dati sui conti pubblici sbagliati e fuorvianti. In risposta a un'interpellanza della deputata Simoneschi Cortesi e altri cofirmatari (fra cui Abate, Cavalli, Pedrina, Robbiani), vedi CdT di sabato 22 settembre 2003, il Consiglio federale ha indicato che la Svizzera rispetta i parametri di Mastrich. Dai dati contenuti nei rapporti del revisore dei conti della Confederazione, ripresi in un mio studio sui conti pubblici (disponibile gratuitamente all'indirizzo www.utile.ch), risulta chiaramente che i conti della Confederazione non mostrano la reale situazione finanziaria. Il patto di stabilità europeo (detto anche di Mastrich) prevede che le nazioni presentino i conti in maniera uniforme e vi è un comitato (Ecofin) che veglia sul rispetto dei principi contabili.
La Svizzera non prepara i propri conti secondo le regole europee; inoltre il parlamento federale, come ha rilevato l'ufficio di revisione (Controllo federale delle finanze), ha adottato norme che contrastano con i principi della contabilità. In un periodo di 4 anni (dal 1999 al 2002) sono state nascoste spese per importi superiori ai 29 miliardi di franchi. Decine di miliardi di franchi di impegni per le casse pensioni pubbliche non sono ancora state registrate. La contabilità della Confederazione è corretta da un punto di vista giuridico ma è sbagliata da un punto di vista contabile. Prima di effettuare un confronto con i dati europei ci si dovrebbe assicurare d'avere dati effettivamente comparabili. Se si correggono le diverse posizioni, che la Delegazione delle finanze definisce testualmente "prassi di abbellimento della contabilità", si rileva che certi parametri di convergenza europei non sono rispettati e che le ripartizioni all'interno del conto economico (personale, socialità, costruzioni, ecc.), che servono di questi tempi a decidere i risparmi, cambiano in modo rilevante.
Le conseguenze delle manipolazioni contabili riscontrate in ambito privato (Swissair, ABB, Rentenastalt) dovrebbero insegnare qualcosa. È purtroppo inevitabile che, partendo da dati sbagliati, si arrivi a decisioni sbagliate. Se, per esempio, la Confederazione avesse presentato dei conti consolidati (simili a quelli prescritti alle ditte) si sarebbe visto che talune ristrutturazioni delle ex regie federali (Poste, FFS, Swisscom), invece che utili, hanno causato un raddoppio dei costi a carico della Confederazione. Nei media si comincia a rilevare un maggiore spirito critico verso i dati ufficiali presentati. Non resta che augurarsi che coloro che ci governano possano presto iniziare a prendere decisioni sulla scorta di informazioni complete e veritiere.

Domenico Zucchetti
lic. iur.
Massagno

22 settembre 2003

Swissair

Crediti Swissair

Nel mese di ottobre 2001 la flotta Swissair è rimasta bloccata al suolo per 2 giorni. Il Consiglio federale ha disposto, in tempi molto brevi, crediti per Fr. 2 miliardi. Questi avvenimenti sono stati ricostruiti e analizzati in dettaglio.

 

Presentazione

Studio:
"Valutazione degli aspetti giuridici e istituzionali in relazione all'approvazione, da parte della Confederazione, nell'ottobre 2001, dei crediti per la costituzione di una nuova compagnia aerea Svizzera" (64 pagine pdf, 262KB)

A seguito della nota vicenda "Swissair" la Confederazione ha disposto nell'ottobre 2001 crediti per oltre Fr. 2 Mia. Si è voluto analizzare tale intervento negli aspetti giuridici e istituzionali.
In particolare:

  • Vi era una base legale sufficiente per concedere i finanziamenti?
  • Il Consiglio federale e la Delegazione finanze avevano la competenza per accordare i finanziamenti in via definitiva?
  • Il Consiglio federale aveva la competenza per regolare certe importanti questioni.
  • Le decisioni del Consiglio Federale e della Delegazione finanze sono state prese con la dovuta obiettività?
  • È stato giusto escludere la possibilità di un referendum?
  • Quale sarebbe stata eventualmente la procedura corretta?
  • Vi sono eventuali responsabilità?
  • Sono rimaste questioni in sospeso?

Nello studio di 65 pagine, sono stati catalogati e riassunti i fatti essenziali della vicenda. I diversi aspetti sono stati successivamente analizzati da un punto di vista giuridico e istituzionale. Si tratta di un lavoro di ricerca personale, senza l'ambizione del rigore scientifico. L'autore, Domenico Zucchetti (Massagno), ha una formazione di contabile, possiede una laurea in legge all'università di San Gallo. È stato membro di direzione di un importante istituto bancario con responsabilità nel settore crediti. Da 10 anni dirige una società di sviluppo software attiva a livello internazionale.

Si spera che il contenuto del documento aiuti a chiarire alcune questioni della complessa vicenda "Swissair".


In base a quanto rilevato appare legittimo ritenere che il modo di procedere non sia stato conforme alla Costituzione.
Da un punto di vista aziendale appariva inoltre corretto e utile che il Consiglio federale subordinasse la concessione dei crediti a una verifica di dettaglio e all'approvazione da parte delle Camere federali.

L'emozione e l'ansia che hanno fatto seguito agli avvenimenti dell'11 settembre 2001 e agli imminenti interventi militari hanno certamente influito sulla vicenda. Da un profilo umano sembra opportuno astenersi da una valutazione dei comportamenti delle singole persone.

Nella decisione di procedere con urgenza, sembrerebbe comunque che abbiano pesato in modo determinante gli interessi di gruppi privati. Alcune influenze da parte del Credit Suisse potrebbero, dopo opportuni approfondimenti, ritenersi non appropriate alla situazione. Sarebbe in questo caso ipotizzabile una responsabilità verso la Confederazione.

Si è rilevato che molte questioni sono rimaste in sospeso.

  • Appare necessario un chiarimento di certe situazioni che riguardavano persone con doveri verso la Confederazione.
  • Sembra opportuno affrontare le questioni relative alle responsabilità con un approccio pragmatico.
  • La Confederazione ha effettuato un investimento azionario di Fr. 600 Mio. Questa partecipazione mette i Dipartimenti in una situazione di possibile conflitto di interesse. Appare necessario che la Confederazione si doti di una struttura indipendente e professionale che assicuri una corretta gestione delle partecipazioni statali.

L'Assemblea federale dovrebbe intervenire onde regolamentare le importanti questioni sospese.

Lugano/Massagno 7 marzo 2002